Franco Rocchetta testimonial di Plebiscito2013.eu: "La Repubblica Veneta del XXI secolo"

Print Friendly

Franco Rocchetta, pioniere del federalismo e del dialogo e della cooperazione paritaria tra i popoli al di qua ed al di là dei confini, ideatore e costruttore della Łiga Veneta, sempre fedele ai principi di lealtà e collegialità, contribuisce con quest’analisi allo sforzo corale che sta portando al dibattito del 30 Luglio 2013 ed all’iniziativa del Comitato Plebiscito2013.

La Repubblica Veneta del XXI secolo

Schermata 2013-07-29 alle 15.24.05Attraverso vari percorsi paralleli la Veneta Repubblica si sta preparando a rifiorire in questo secolo XXI; sì da restituire ai veneti ed ai popoli vicini serenità e benessere, nel contribuire all’equilibrio, all’equità, alla ricchezza morale e materiale dell’Europa e del mondo.

Gli sforzi generosi da più parti convergenti al fine di poter indire in tempi brevi un Plebiscito democratico, un Plebiscito per l’indipendenza della veneta nazione, impongono proficui esami di coscienza a tutto campo, e determinano benefiche accelerazioni a molte dinamiche della liberazione che in questo ventennio si erano assopite od arrugginite. Una sfida vitale, un attacco frontale a molti dei processi degenerativi, delle devastazioni ambientali e morali oggi in atto nella società veneta, nel mondo veneto.

La riconquista, la riorganizzazione della sovranità e dell’indipendenza, della dignità e del buon governo si realizzano non soltanto attraverso il voto, ma anche con il lavoro quotidiano : richiedono – su di una scala amplissima – preparazione e impegno non minori di quelli necessari nelle più ardite operazioni medico-chirurgiche, e nelle spedizioni in alta od altissima montagna.

Risulta evidente a tutti, in area veneta così come a qualsiasi osservatore esterno, quanto erosa, quanto ridotta – in ampiezza e spessore – sia oggi la consapevolezza dell’essere veneti rispetto ai vigorosi processi di autocoscienza sviluppati in Scozia o in Catalogna, nel vicino Sudtirolo, in Sardegna o nel Québec.

Eppure questo dato, anziché costituire sprone al risanamento, alla ricomposizione di quanto dell’immenso patrimonio veneto è stato sfregiato o demolito, nel corso degli ultimi decenni ha finito per essere contrabbandato da tante e tante forze e centri di potere quale un mantra autoassolutorio, una sorta d’alibi finalizzato al non affrontare le sofferenze, le malattie sociali, economiche, etiche ed istituzionali, e magari, persino, al trarne vantaggi personali o di clan.

Al di là degli slogan e degli auspici, dei voti assembleari e dei proclami, occorre aver sempre presenti, studiare nella loro complessità e ben comprendere il diritto veneto ed il diritto internazionale, e quindi la storia e le istituzioni, lo spirito di servizio piovego, comunitario, la Machtteilung e l’ammirevole laicità sarpiana, l’economia e le leggi della Veneta Repubblica in parallelo con la storia, le conquiste e le sconfitte, le mobilitazioni e le vicissitudini elettorali e referendarie, socioculturali e socioeconomiche, giuridiche ed istituzionali non solo dei catalani e degli scozzesi, dei sardi e dei sudtirolesi, ma anche dei québécois e dei maori, e di tutti quei popoli, quelle comunità, nazioni e Stati che, come il popolo veneto, hanno subito e subiscono leggi discriminatorie e trattati capestro, leggi e trattati internazionali che vanno impugnati stante la loro nulla o carente legittimità.

Vanno studiate altrettanto approfonditamente, e ben conosciute, le mire egemoniche dello Stato di Milano, e quelle dello Stato piemontese, le multiformi manifestazioni della criminalità organizzata, e non soltanto le debolezze e le iniquità dello «Stato-nonStato» italiano (B. Spinelli, la Repubblica, 17 Luglio 2013), ma anche le sue forze, le sue complicità, le sue tecniche di disinformazione, e le sue armi di pressione, di intimidazione e di ricatto. Egualmente, il peso di ulteriori interrelazioni ed interferenze internazionali, l’eventualità di involuzioni autoritarie od integraliste, o del gonfiarsi a dismisura di burocrazie e di corruttele, così come la speculare miseria dell’indipendenza solo di facciata di tanti Stati europei e del mondo, non possono essere ignorati.

Né può essere ignorata la natura dell’Assemblea regionale, cioè l’essere la Regione non una mera suddivisione amministrativa di uno Stato – amico od ostile che sia – bensì uno Stato essa stessa, una fonte primaria di poteri costituenti e di legittimità legislativa.

Quanto più la comprensione di ogni aspetto della nostra realtà sarà diffusa e condivisa, quanto più il pacifico fronte di liberazione dalla servitù e dall’ignoranza sarà ampio e diversificato, esteso ad ogni componenete dell’arco democratico – sì da divenire patrimonio comune egualmente caro a forze e ambienti e schieramenti in altre occasioni contrapposti o concorrenti – tanto più gli ostacoli frapposti dai clan dei privilegi potranno venire superati.

Oggi – in un tripudio di tricolori e di frottole nazionalistiche mai così intenso nemmeno ai tempi del fascismo – il processo di colonizzazione, di saccheggio e di alienazione del Veneto risulta assai avanzato : ne conseguono desolazione, l’avvelenamento del clima e del territorio, dell’economia e della società. Fenomeni, tutti questi, che generano sì, in molti, feconda indignazione e volontà di resistenza e di riscatto; ma che, contemporaneamente, determinano in molti altri smarrimento e comportamenti autolesionistici. La nostra società è avviluppata e stretta da cento, mille bende e sonde e bavagli. Fino ad oggi l’insieme positivo dei capisaldi della civiltà veneta si è mantenuto in piedi dispensando vantaggi (all’interno ed anche all’esterno delle aree venete, ed anche ai nuovi venuti, oltre che ai nostri colonizzatori) grazie alla robustezza ed alle capacità autorigenerative, di volano e di mutuo soccorso del nostro tessuto comunitario, grazie alle sue plasticità e produttività sperimentate e consolidate nei millenni. E ciò, generazione dopo generazione, a dispetto del proliferare e della pervasività delle tante caserme e mafie e scuole italiane. Ma gli effetti di un secolo e mezzo di martellamenti polizieschi, di guerre e dittature, di spoliazioni, di governi della malavita, di bombardamenti propagandistici, di induzione di riflessi condizionati, già lasciano il segno : tante delle pratiche quotidiane del vivere veneto, motore e linfa di una grande civiltà armonica e gratificante, sembrano, poco a poco, ad un numero crescente di veneti e di nuovi veneti, superflue. Così da provocare gli stessi danni degli inquinamenti più insidiosi e dissennati che, anno dopo anno, stanno soffocando il pianeta intero.

Tutto ciò non può venire sottovalutato nel mentre si auspica e si tenta di realizzare un Referendum, un Plebiscito democratico; perché l’insieme di tanti fattori distruttivi e corruttivi porta a non poche possibili combinazioni di cortocircuiti, fughe in avanti ed arretramenti, battute d’arresto, imboscate, infiltrazioni e demagogie, provocazioni e manipolazioni, effetto boomerang, scompaginamenti : rischi e prezzi che non si possono mai escludere del tutto.

Ma la ricerca e la costruzione del bene comune, di condizioni eque e democratiche di libertà e di armonia non si esaurirà mai, non può fermarsi, né può essere fermata.

Franco Rocchetta, 29 Luglio 2013.

Una risposta a “Franco Rocchetta testimonial di Plebiscito2013.eu: "La Repubblica Veneta del XXI secolo"”

  1. Johnf112 scrive:

    Good day! Do you know if they make any plugins to safeguard against hackers? I’m kinda paranoid about losing everything I’ve worked hard on. Any recommendations? eckakabdeeda

Lascia un Commento