IL PLEBISCITO DIGITALE SI TERRÀ IL 16 FEBBRAIO IN TUTTO IL VENETO

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Gianluca Busato: “Avviate le procedure per garantire il monitoraggio internazionale. Nella stessa occasione, sarà eletta anche una delegazione che ne curi l’esecuzione”.

giane-11[Treviso, 7 novembre 2013] – Il comitato referendario Plebiscito2013 dà il via al piano operativo per l’indizione del Plebiscito Digitale. Il dispositivo, corredato da relazione ed allegati, sarà consegnato questa sera ai coordinatori di Plebiscito2013 che inizieranno la diffusione del provvedimento presso tutti i Comuni e le Province del Veneto per la sua approvazione.

È stata fissata la data in cui si terrà la consultazione: domenica 16 febbraio 2014 (16 febbraio 2013 more Veneto).

Il Plebiscito Digitale si svolgerà in tutti i Comuni del Veneto, indipendentemente dall’approvazione degli Enti Locali, grazie alla predisposizione e inizializzazione della piattaforma internet preposta.

Gianluca Busato, portavoce di Plebiscito2013 ha commentato: “il Plebiscito Digitale ha caratteristiche che lo rendono in questo momento l’unica soluzione percorribile, senza timore di alcun freno da parte della partitocrazia italiana. Esso si basa infatti sui seguenti punti cardine:

  • è nel solco della piena legittimità internazionale,
  • rispetta il diritto interno dello stato italiano,
  • è a costo zero per la pubblica amministrazione,
  • la sua economicità libera risorse da destinare alla comunicazione verso i cittadini,
  • ha un piano operativo ben definito e già avviato,
  • è una soluzione innovativa e segue il metodo Bertolissi”.

Tali caratteristiche erano state anticipate la settimana scorsa attraverso un comunicato che ne illustrava le relative argomentazioni.

Ha quindi dichiarato Gianluca Busato: “il Plebiscito Digitale sarà monitorato a livello internazionale da organismi preposti a tale compito. Plebiscito2013 ha già dato il via ai primi passi procedurali in tal senso, per poter garantire alla consultazione popolare la necessaria certificazione di qualità e di rispetto degli standard di democrazia, accessibilità e di trasparenza necessari per renderlo quindi fattivo, secondo quanto previsto dal diritto internazionale.”

“A tale scopo, l’iniziativa Plebiscito Digitale, oltre a permettere la risposta al quesito “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica Federale Indipendente e sovrana? Si – No” introduce un nuovo meccanismo che ne permetta la sua esecuzione in caso di vittoria dei sì.

Il meccanismo prevede infatti la votazione sempre direttamente da parte dei cittadini veneti di una delegazione di dieci cittadini veneti chiamati a rappresentare le istanze derivanti dall’eventuale prevalenza dei Sì nel Plebiscito Digitale.”

Ufficio stampa
Plebiscito2013

53 risposte a “IL PLEBISCITO DIGITALE SI TERRÀ IL 16 FEBBRAIO IN TUTTO IL VENETO”

  1. lodovico scrive:

    more veneto ;D giusto, no ghe gavevo pensa’, el 2013 finise a febraro

  2. Filippo83 scrive:

    Faccio subito l’avvocato del diavolo, ma non per provocare: le mie domande sono reali, da sostenitore del referendum, perche’ lo voglio davvero.
    Si avra’ sufficiente visibilita’? Le cariche istituzionali (locali), quantomeno quelle regionali, lo sosterranno? Verranno coinvolti anche l’altro comitato, e tutti quelli pro-referendum (lo so, conosco tutte le storie, ma ora e’ quantomai necessario unire tutte le forze)? Si potra’ votare dall’estero (inteso anche come fuori-regione) via internet?
    Grazie per le risposte!

  3. SOSTENGO ANCH’IO LE DOMANDE DI FILIPPO 83.
    Io che vivo quasi sempre in Ungheria, per es. potro votare da qui , da Nagykata ( 60 km da Budapest ) ??
    Ci sono almeno un buon migliaio di Veneti che lavorano quasi tutto l’anno fuori d’Italia. Dovranno rientrare ?
    L’ONU e l’EU ce lo riconoscono valido a TUTTI GLI EFFETTI ??
    Si è vero che non ho letto il METODO BERTOLISSI…( e si vede ) ma ora me lo vado a leggere.

  4. Zarlino scrive:

    Me piaxe ke sia sta fisà £a data. Anka se go diverse perplesità e timori, sento ke bison decidare. I tenpi xe mauri. In te sta maniera no se pol pi n’dar vanti. Se no se movemo presto femo na bruta fine.
    Tuta £a me gratitudine a Plebisito 2013!
    Audaces Fortuna iuvat… e anka San Marco!

  5. Carla scrive:

    Forza,stabilire una data è già stabilire un inizio.Il Veneto alzi la testa.

  6. Filippo83 scrive:

    P.S. Perché richiedere ancora l’approvazione degli enti locali “minori”, visto che comunque lo si farà anche nei comuni che la rifiuteranno? Non basta l’odg già approvato da molti? Non sarebbe meglio premere sulla Regione, perché dia lei la sua “benedizione”?

  7. Luciano Florio scrive:

    Quando vinceremo la consultazione digitale ,perchè sono sicurissimo che la vinceremo,entro quanto tempo potremmo governarci da soli e riappropriarci finalmente del notro territorio?

    • Filippo83 scrive:

      I casi di indipendenza concertata ed approvata dallo “stato centrale” sono davvero pochi, anche in tempi recenti, anche laddove la costituzione lo prevedesse come diritto teorico. E’ anche ovvio che in Italia non è prevista nessuna possibilità simile, e dunque il valore legale è nullo: ma, in caso di “vittoria”, è altrettanto ovvio e storicamente provato che l’assenza di un valore legale non porrebbe alcun impedimento fisico (che, semmai, sarebbe posto da altre forze, meno costituzionali e più armate).

    • Filippo83 scrive:

      Sorry, volevo rispondere a Rael.

  8. Rael scrive:

    Giusto per non parlare del sesso degli angeli, ma questa consultazione digitale ha un qualche valore legale? Non mi interessa che EU, ONU, NATO, ecc.. la riconoscano. Lo stato Italiano le da un valore legale, perchè senza quello non si va da nessuna parte! No perchè sennò l’è tempo e voia butè nel l***r ………. E gli organi preposti sarebbero?

    • Rael scrive:

      Dimenticavo…ma di sto D.L. 342 si sa qualcosa? qua tutto tace….

    • caterina scrive:

      non credo che dobbiamo chiedere nulla allo stato italiano, ma dobbiamo chiederlo ai veneti se vogliono essere uno stato indipendente… all’Italia sta bene che continuiamo a cantare “schiavi di Roma” e ad esserlo, ma è il popolo veneto che decide di non esserlo più!
      e sarebbe ora!

    • Claudio G. H. scrive:

      Io credo che qui ci sia un grande equivoco. Ora non voglio nemmeno entrare nella questione se questo referendum digitale sia qualificabile o meno in termini di accettabilità e riconoscibilità democratica, che si badi bene è una questione che non compete la giurisdizione italiana ma la accettabilità di fronte alla comunità internazionale.
      L’equivoco è che il referendum debba avere una qualche legalità nel contesto della giurisdizione italiana come se poi si potesse avanzare una sorta di battaglia legale nell’ambito di tale giurisdizione. Ciò, deve essere ben chiaro, E’ IMPOSSIBILE.
      Lo è anche con un referendum cartaceo, pure se lo si fa per alzata di mano o usando le biglie. Non è lo strumento che decreta l’abilità di asserire l’indipendenza.
      Quando si parla di indipendenza si intende che una rappresentanza politica riconosciuta attraverso nomina elettiva dal popolo afferma UNILATERALMENTE lo status di indipendenza e la volontà di esercitare il diritto di autodeterminazione instaurando una NUOVA e ALTERNATIVA giurisdizione, poiché è inconciliabile l’esistenza di due giuridsizioni sullo stesso spazio fisico poiché tale cosa è una contraddizione: giurisdizione significa corpo legale esercitato su un certo spazio fisico.
      Penso sia anche questa la ragione di elezione di 10 rappresentanti politici del popolo.
      Attendersi che l’esito di un referendum qualunque esso sia, incluso uno eventualmente ammesso dalla giuridsizione italiana, IMPLICHI la facoltà di esercizio di quanto espresso come volontà popolare attraverso tale referendum è infatti una pura illazione priva di qualsiasi fondamento.
      Questa è sostanzialmente la ragione per cui occorre diffidare dei legalisti, perché cercano di fare una acrobazia dentro un contesto che tale acrobazia non ammetterebbe. Occorre invece asserire con determinazione il diritto universale dell’uomo, che a sua volta si trasmette ai popoli, all’autodeterminazione.

      • pierino scrive:

        aspetta,scrivi di contersto della giurisdizione italiana, quando l italia stessa ha cancellato l annessione al veneto con effetto definitivo gennaio 2013. interrogata in aula di tribunale non sa che pesci pigliare, perfino ha archiviato 4 avvisi di garanzia quando è stato chiesto di esser interrogati in Veneto…
        quindi lascia da parte l italia, che se si va sul ‘serio’ è nero su biano stato estero. cè solo da farlo capire agli altri stati che devono accettarci come Veneto indipendente, presentando l esito di un bel referendum saranno piu disponibili.

  9. MA CHE BELLO !! A FEBBRAIO 2014 FINISCONO ED INIZIANO DUE COSE : L’OPPRESSIONE ROMANA NEL VENETO E L’ANNO VENETO ED INIZIANO, CIOE’ RIPRENDONO LA STORIA ED IL CAMMINO INTERROTTO DELLA ” REPUBLICA VENETIA ” ED IL NUOVO ANNO -PIENO DI SOLE !! – !!

  10. Matteo scrive:

    speremo!!!!! incroxemo i dei! Preghemo San Marco che l ne iuti..

  11. mmarco scrive:

    @plebiscito.
    si potrebbe il 16 febbraio organizzare di ‘liberare’ i wifi in giro per il veneto, accesso libero, ma SOLO al sito di vot su rete wifi con nome uguale per tutti.

    dai che il prossimo SanMarco lo festeggeremo come sempre SanMarco ma da liberi

  12. Simone T. scrive:

    La mia posizione è di sostenimento di ogni forma indipendentista buona e rispettosa delle libertà di tutti.
    Questa di plebiscito è una ottima idea e non sto a guardare subito al risultato, ciò che importa è la continua “lotta” per la questione veneta finchè porterà sempre più coscienza in tutta la popolazione. Questa sarà la vera vittoria perchè da veri veneti riprenderemo in mano il nostro libero cammino, abbandonato per tante avversità in tempi non molto remoti e ben nascosti da chi tutt’oggi ci tiene imbrigliati.

    W San Marco, W la Libertà

  13. caterina scrive:

    si sta inneggiando al nuovo sindaco di New York che ha vinto con il 75 per cento dei consensi, ed è da notare che a votare sono andati il 25 per cento degli aventi diritto…
    Perciò animo!!! in un referendum “aperto a tutti i veneti” e per i Veneti, vince il SI o il NO indipendentemente dal numero dei votanti… così si fa nel mondo, così sarà anche nel Veneto!
    Siamo vicini alla meta… la primavera prossima saremo liberi!!!

    • GeertWilders4president scrive:

      ve lo auguro. per noi lombardi invece sembra che ormai siamo, nol,enti o volenti, integrati con i merdolesi (gli italiani, per intenderci)

  14. davide scrive:

    seguo questa vicenda con interesse da diverso tempo e qualche anno fa parlai personalmente con il sig. pizzati…sembra però che da allora non molto sia cambiato quello che intendo dire è che veramente pochi
    veneti hanno un’idea chiara dei vantaggi dell’indipendenza sul piano economico e sociale ma ho l’impressione che chi vi partecipa lo fa solo con un giusto ma banale spirito di protesta..se per esempio le cose andassero meglio sono convinto che la maggior parte dei veneti partecipanti continuerebbe come ha fatto negli ultimi anni a votare
    la lega dei mafiosi lombardi..io credo che un’eventuale indipendenza richieda dei sacrifici importanti cosa necessaria per potersi staccare se i referendari credono di ottenere una volta staccati anche un risarcimento dallo stato italiano allora è meglio che non si perda tempo perché non succederà ne l’una ne l’altra cosa

    • caterina scrive:

      scusami, ma che c’entra la lega…dei mafiosi, come dici tu…
      e che c’entra il risarcimento dallo stato italiano?…anche se ne avremmo un sacco di motivi, non facciamo il discorso che fa Pino Aprile per i meridionali, ma semmai sarà, una volta che saremo uno stato indipendente, un discorso da fare a tavolino di debiti dello stato italiano nel confronti dei veneti oggi pensionati e suoi presunti crediti nei confronti dei veneti per debiti nei confronti dell’Europa…
      ma questa è questione che i nostri economisti sapranno trattare…
      l’indipendenza non si baratta con niente…è un nostro diritto e ce la prenderemo!

    • pierino scrive:

      quello del risarcimento è il povero palmerini, quello che sta cercando di raccogliere un milione di euro per andars… emh per una causa internazionale

  15. Thomas scrive:

    L’iniziativa “digitale” ovviamente mi fa molto piacere ma, seppure sia assolutamente fiducioso del lavoro di Pizzati e co, faccio veramente fatica a credere che senza il supporto massiccio delle istituzioni locali (siano regione , province o comuni) si riesca a coinvolgere la massa critica di persone che dia legittimità allo stesso.

    In America alle elezioni talvolta partecipa sì e no il 30% della popolazione ma qui la questione è ben diversa. Se non avremo percentuali di votanti almeno vicine al 50% ci saranno sempre “esperti” di diritto internazionale che sosterranno la nullità del plebiscito o, peggio, che la maggior parte della popolazione, con l’astensione, abbia di fatto legittimato lo status quo (e cioè la permanenza in Italia).

    In soldoni, FORZA RAGAZZI, la strada è quella giusta: prendiamoci la possibilità di decidere per noi stessi convincendo più gente possibile che SI PUO’ FARE VERAMENTE e non è solo una boutade elettorale di qualche partitino in cerca di voti!

    PER ASPERA AD ASTRA

    Thomas

  16. CrisV scrive:

    Noto con piacere, che quando qualcuno ( in questo caso Plebiscito 2013 ), propone qualcosa d’innovativo e senz’altro realizzabile, a favore del benessere e dell’Indipendenza di NOI VENETI, i commentari si riempiono d’interventi, quale sinonimo di rinnovata speranza e interesse da parte della mia gente.

    Rispondendo a Thomas, io sono certo che con il contributo di TUTTI ( anche degli indipendentisti parrocchiali, quelli cioè, che sostengono solamente le realizzazioni del loro partito, che alcuni chiamano ipocritamente movimento ), riusciremo a far interagire a questo progetto di Liberazion Naxional Democratica Diretta ( LNDD ) la quasi totalità del popolo Veneto.

    Mentre l’ormai inutile 342 ( non per concepimento, ma per ritardi voluti a tavolino ), langue nelle insidiose sabbie mobili di inutili ” saggi dormienti ” e delle commissioni interne, pretese dai consiglieri regionali, a discapito della volontà del popolo sovrano, che in un caso importante come questo, dovrebbe SEMPRE essere chiamato a raccolta, Plebiscito 2013, raddoppia e rilancia, con una consultazione alla portata di tutti e molto più difficile da ” manipolare “.
    Ricordo infatti, in Italia, il metodo della scheda falsa annullata, che si moltiplicava in migliaia di voti reali, prima d’essere scoperta, oppure il pagamento del voto con 100 euro ad personam. ( voi regalereste il vostro voto, diciamo a un lestofante eleggibile per 100 euro ? )
    Chi ha il PC, non esce da casa e non è ” abbordabile “. ;-)
    inoltre il chip magnetico è ad personam, ma garante dell’anonimato al voto e non in scheda cartacea identica a milioni di altre.
    Inoltre avremmo una definizione di preferenze, in tempo praticamente reale, abbattendo i tempi dello scrutinio.

    I risultati del voto elettronico in Estonia, sono stati definiti : ECCELLENTI.

    Credo ci sia poco da aggiungere.

    Comunque tanto per chiarire, se ci fossero due referendum ( uno elettronico e uno cartaceo ) mi esprimerei per entrambi i SI.
    Non sono ” indipendentista da parrocchietta ….io
    I quesiti sono leggermente differenti, possono quindi essere prodotti due consulti popolari.

    Ad Maiora.

    CrisV :-)

    • mmarco scrive:

      chip magnetico ad personam, idea tua o è il metodo scelto da pb2013?
      se fanno un test del sistema mi offro volontario ;-)

      • CrisV scrive:

        Idea mia.
        Nel senso che non è tracciabile. E’ un sistema adottato in Estonia.

        • mmarco scrive:

          bhe loro han una tessera identificativa con codice individuale, usabilempure come firma elettronica certificata…
          è il soft di voto che anonimizza tutto alla chiusura di voto, mentre nei giorni di votazione posson pure cambiare voto.

  17. Thomas scrive:

    Concordo ancora una volta con te, Cris!
    Se anche fossero molteplici i referendum io parteciperei a tutti quelli che possono servire allo scopo di ridare al Veneto la dignità che merita.
    Detto questo, spero davvero possano convergere in questo nuovo progetto più forze possibili. Abbiamo bisogno di tutti per riprenderci ciò che è nostro di diritto!

    Circa le modalità del referendum digitale trovo che l’ostacolo maggiore non sia nell’utilizzo del chip, codici personali d’accesso o altri metodi d’identificazione bensì la copertura internet: la banda larga in diverse zone montane e pedemontane è a tutt’oggi un utopia (cosa che ci differenzia molto dall’Estonia).

    Ovviamente quindi mi aspetto che nei comuni più isolati informaticamente si trovino soluzioni integrative o, al limite, sostitutive.

    PS non vedo l’ora di votare!!!

    • mmarco scrive:

      basterebbe liberare i wifi , condividendo l accesso anche via cellulare, SOLO al sito di voto, che dovrà esser leggerissimo in mobile , ritrovo tipo in piazza il giorno del voto un pochi di volontari per paese magari si trovano e l accesso dovrebbe esserci (sempre che le telco non sian in manutenzione per caso…)

    • GeertWilders4president scrive:

      La banda larga in italia non esiste neppure nelle regioni dove potrebbe prendere. Ed in questo il meridione sarebbe, in teoria più avvantaggiato delle regioni del nord.

  18. Rael scrive:

    Mi viene in mente un’altra cosa: e quel 30/40% di veneti che non sanno nemmeno cosa sia un computer, o come mia madre settantenne, che oltre a cercare “ricetta bigoli col musso” su google non sa fare, come vogliamo raggiungerli? Perchè hanno lo stesso diritto mio e di tutti gli altri veneti di votare…….
    Non per fare il disfattista, ma per me è tempo perso, oltre che essere terribilmente discriminatorio dei non-tecnologici…..

    • caterina scrive:

      provvederanno! figurati se.possono trascurare due terzi di popolazione che non sa usare il computer e sicuramente vota! gli stamperanno una scheda di accesso lì per lì o ce la manderanno a casa e andremo nei punti segnalati presso qualche ufficio dove c’è assistenza… la terza età è numerosa nel Veneto e …preziosa! perchè più attaccata alle tradizioni e al proprio territorio e più scettica su quest’Italia devastata dai partiti e dalla pletora di politicanti…

    • Carla scrive:

      Guardate che non sarà un’impresa da programmatore di computer.Secondo me si apre una pagina, si inserisce un codice unico personale che garantisca la non tracciabilità del voto e si clicca sul SI oppure NO.Io non vedo ste grandi difficoltà anche per un anziano.In ogni caso penso ci saranno dei centri di voto pubblici per chi non sa usare o possiede il pc.

      • mmarco scrive:

        si inserisce uncodice unico personale ? esempio:

        2}L0=~XR5o7Oa';O/z{Ww!@&v}~jLT7vsE`!T`9Hs7’0g{@):eMw#k@h.1XpL

        credo avresti SERI problemi votare anche te con un semplice codice cosi, o no ? anche fosse metà

        • Carla scrive:

          Intendevo con l’ausilio di un chip magnetico.Non certo inserire un codice a memeoria e incomprensibile come quello che hai scritto tu.

  19. […] del Veneto, Plebiscito2013 ha lanciato l’opzione di interpellare la cittadinanza con una identica consultazione popolare da effettuare tramite le amministrazioni comunali. Per ridurre i costi operativi di questo […]

  20. Big.Geo scrive:

    Da tenere presente che in alcuni stati europei, già usano il sistema elettronico per le votazioni, quindi, non mi sembra un salto nel buio o una sparata di un buontempone…
    Forse la troppa novità potrebbe far paura ai veneti, ma con una giusta comunicazione mediatica, e sopratutto perché, voglia o non voglia, arriverà una lettera a casa di ogni veneto con la famosa “tessera elettronica” ed una lettera di presentazione del quesito del Plebiscito da votare con un semplice SI o NO, alcuni (e sono sicurissimo che il 100% dei giovani vota tranquillamente via web autonomamente senza tanti problemi, mentre la parte degli elettori anziani (come mia madre) o nonni che ovviamente non usa internet, saranno sicuramente facilitati in molti modi, per esempio io dal mio Mac farò votare sicuramente mia madre ed anche la mia vicina o i suoceri… se non vogliono recarsi nel loro Comune…
    Più ci penso e più mi si materializza in testa che sicuramente raggiungeremmo una quota di quorum di votanti sicuramente superiore a qualsiasi altro referendum regionale cartaceo, tradizionale fatto fin ora…
    Più ci penso e più vedo la facilità di raggiungere sicuramente più elettori con questa proposta digitale proprio per la semplicità di facilitare le cose a chi già utilizza un Pc, quindi meno astensionismo assicurato di tutta questa buona fetta di elettori, e sicuramente i figli aiuteranno in 5 minuti i genitori o nonni a votare un semplice SI o NO con un clik…
    L’idea del Plebiscito digitale merita veramente di pensarci seriamente, condito dai costi indiscutibilmente inferiori, quasi nulli, visto i nostri politici regionali che impauriti o troppo caregari o poco legati al loro Popolo Veneto, oppure per altri motivi che non sò, non hanno il coraggio di votare la 342/2013…
    Serenissimi saluti

    • caterina scrive:

      occorre far arrivare la notizia dove ci sono i giovani che usano il pc, e penso a tutte le università con manifesti nelle bacheche, e a tutti gli istituti superiori… fra gl’indipenndentisti ci sono sicuramente dei giovani universitari…
      bisognerebbe stampare dei manifesti formato medio di facile uso e approvvigionamento…

  21. Pier scrive:

    La questione dell’Indipendenza… Fa paura a molti, per vari motivi.
    1) E se poi la nostra Nasion viene governata da gente non democratica, che una volta salita al potere non vuole più andarsene?
    2) E se chi sarà al governo sarà filocomandato dalla “macro-economics” anglo-sionista che gli imporrà di firmare i trattati di Lisbona, di Maastricht, e che sarà ricattato se tenterà di uscire dall’euro?

    • caterina scrive:

      ma che stai dicendo Pier! adesso avviene così, e non vorresti cambiare? credi di contare e non ti accorgi di esser continuamente gabbato…
      occorre capire cosa vuol dire la democraziia diretta che nella futura Repubblica Veneta vogliamo realizzare… dovresti andare un po’ di tempo in Svizzera dove il controllo della gente tramite iniziativa e consultazione è costante…

  22. […] sera a Castelfranco Veneto in occasione della presentazione al pubblico in anteprima nazionale del Plebiscito Digitale che si terrà in tutti i Comuni del Veneto il prossimo 16 febbraio sul quesito “Vuoi tu che il Veneto diventi una Repubblica Federale indipendente e […]

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